Di PrometeOrvieto
In Umbria ci sono soltanto due Case di Comunità completamente funzionanti e operative a pieno regime. La domanda, allora, è:
Quale sarà il destino della nostra ad Orvieto?
La fine dei lavori edili per la Casa di Comunità di Orvieto, secondo quanto dichiarato, è prevista per il mese di aprile, nel rispetto delle scadenze dettate dal PNRR.
Vedremo quindi tagliare il canonico nastro tra pochi giorni, ma inaugurare i muri significherà inaugurare quali e quanti servizi e in che tempi?
E’ utile ricordare cosa prevede la Legge (DM 77) per capire la differenza tra ciò che dovrebbe esserci e ciò che sarà attivato. I servizi previsti:
· Équipe multiprofessionali (Medici di Medicina Generale, pediatri, specialisti, infermieri di famiglia);
· Punto Unico di Accesso (PUA) sanitario e sociale;
· Presenza medica e infermieristica garantita H24;
· Servizi diagnostici di base (ecografi, elettrocardiografi, spirometri, ecc.) e Punto prelievi;
· Servizi di specialistica ambulatoriale per le patologie ad elevata prevalenza;
· Integrazione fisica e operativa con i Servizi Sociali dei Comuni;
· Servizio di assistenza domiciliare di base e sistema integrato di prenotazione (CUP).
Noi di PrometeOrvieto chiediamo inascoltati da più di tre anni di conoscere la pianificazione prevista e soprattutto di preparare l’organizzazione per il nuovo modello organizzativo di medicina territoriale, vero punto di innovazione nella assistenza socio sanitaria ai cittadini.
Le informazioni di cui oggi disponiamo sono che i servizi saranno concentrati nell’infelice sede di piazza del Duomo con alcuni ambulatori non meglio qualificati sparsi per il territorio.
Auspichiamo che si possa verificare insieme alla responsabile sanitaria territoriale la pianificazione predisposta per l’implementazione dei servizi, l’organizzazione per la accessibilità alla struttura e il piano patrimoniale degli stabili impegnati.
Ci preme avere riscontro su alcuni punti che riteniamo fondamentali:
-Il Punto Unico di Accesso (PUA) ci sarà fin dal primo giorno? Come abbiamo ampiamente documentato nei nostri precedenti articoli, il PUA non è un semplice sportello, ma rappresenta la vera rivoluzione del metodo della sanità territoriale. Il luogo in cui il cittadino fragile viene preso in carico a 360 gradi.
– Troveremo gli accertamenti diagnostici di base per monitorare le cronicità?
– Vedremo finalmente il reale inserimento della telemedicina e della televisita?
– Sono stati definiti i collegamenti ed i protocolli con le altre strutture del territorio, a partire dall’Ospedale Santa Maria della Stella, per creare dei processi clinici organici?
Tagliare un nastro ad aprile per rispettare una scadenza europea è un conto, riempire quel contenitore di medici, infermieri e cure vere è decisamente un’altra partita. Non vorremmo che ad Orvieto si inauguri una scatola semivuota, unendola alle altre strutture in cui sono presenti poco più che le mura. Speriamo di essere ascoltati e questa volta di avere riscontro; come sempre misureremo la realtà alla prova dei fatti.
Nella prossima comunicazione affronteremo il problema della raggiungibilità e della situazione patrimoniale, legate alla casa ed ospedale di comunità.



