PrometeOrvieto

PrometeOrvieto è un'associazione di professionisti dedicata a verificare i dati e promuovere l'attenzione su temi fondamentali per l'intera comunità del territorio orvietano.

Di PrometeOrvieto

Va tutto bene!!!

È dal 2015 che ce lo sentiamo dire. Sono stati invece prodotti danni per oltre 150 milioni di euro, paragonabili ad una grande calamità naturale. Sia la Cassa di Risparmio di Orvieto che la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto ne sono uscite con le ossa rotte. È interessante leggere alcuni stralci della requisitoria (in allegato) del Procuratore generale di Bari, Dott. Rossi, per avere un’idea chiara di quanto accaduto. Peraltro, anche le numerose cause civili, i cui esiti sono tutti a favore dei risparmiatori, ne sono una chiara testimonianza.

Oggi come stanno le cose? I cittadini orvietani non sono degni di saperlo. Infatti, un anno fa ci era stato detto: “Vendita imminente, chiudiamo a giugno!”. Poi il silenzio. Poi, a novembre 2025, l’annuncio: “Scusate, ci siamo sbagliati, se ne parla nel 2026”. Ad oggi non si sa come stiano le cose: lo abbiamo chiesto più volte, ma non ci è mai stato risposto. La Cassa di Risparmio di Orvieto sembra essere come la “sora Camilla”: tutti la vogliono e nessuno la piglia.

Pur non avendo a disposizione un bilancio approvato, e basandoci solo sulle anticipazioni che sono state fornite, non comprendiamo l’entusiasmo per l’andamento della gestione. In un anno in cui la quasi totalità delle banche ha migliorato i dati rispetto al 2024, la Cassa di Risparmio di Orvieto si presenta con un calo dell’utile netto (8.9 milioni contro i 9.3 del 2024) e con costi operativi esplosi (+8,8% di spese amministrative). È come se l’azione di risanamento fosse stata sospesa in attesa di una possibile vendita.

Anche la Fondazione CRO ha subito danni considerevoli: una perdita dichiarata, legata alla parentesi Popolare di Bari, di circa 50 milioni di euro; le erogazioni si sono ridotte del 70% tenendo conto dell’inflazione. Nel 2014 erano 1.475.933 euro; nel 2024, ultimo anno con un bilancio pubblicato, erano 567.797 euro. Considerando l’inflazione cumulata del periodo, pari al 20,8%, si riducono a 433.850 euro. Dobbiamo peraltro rilevare che tutte queste erogazioni sono meritoriamente dedicate all’assistenza dei fragili e alla cultura, ma nulla è destinato allo sviluppo del territorio e alla crescita della cultura finanziaria locale.

Rimaniamo anche perplessi sul comunicato diffuso dal MedioCredito Centrale, secondo cui la Cassa di Risparmio di Orvieto si adopererebbe per aiutare le imprese a utilizzare i finanziamenti messi a disposizione dalla Zona Economica Speciale. Come noto, infatti, il territorio dell’orvietano non può usufruire di tali finanziamenti, almeno al momento (eventuali allargamenti sono impediti dai parametri UE), ma solo delle semplificazioni amministrative. L’effetto finale rischia di essere che il risparmio degli orvietani vada a finanziare la delocalizzazione delle imprese dal territorio. Ecco, quindi, di nuovo i vecchi vizi: si tacciono le notizie non positive e si esaltano informazioni di dubbia utilità per il territorio.

Accetteremo molto volentieri, invece del solito silenzio, una visione più positiva della situazione, purché poggi anch’essa su numeri certificati.

Per leggere l’articolo, clicca qui: Crac PopBari, Rossi: “70mila azionisti hanno pagato con la loro carne e il loro sangue”

Condividi l'articolo

Ultimi articoli