PrometeOrvieto

PrometeOrvieto è un'associazione di professionisti dedicata a verificare i dati e promuovere l'attenzione su temi fondamentali per l'intera comunità del territorio orvietano.

Di PrometeOrvieto

Dietro le rassicuranti parole di “integrazione” ed “efficienza”, la replica della Sindaca sull’organizzazione della sanità territoriale nasconde un costoso paradosso.

Rivendicare il mantenimento dei servizi al Borgo non è una conquista, ma una costosissima toppa per coprire l’errore originario, cioè aver deciso la collocazione della nuova Casa di Comunità in un luogo poco accessibile. Una toppa che genererà sprechi, sottraendo risorse vitali proprio all’assistenza dei cittadini.

L’Amministrazione si vanta di aver chiesto di mantenere attivi al Borgo (un immobile in affitto di circa 1500 metri quadrati) almeno il CUP e il punto prelievi. Poco dopo, però, la stessa Amministrazione Comunale assicura che vigilerà per evitare “sovrapposizioni o duplicazioni”. Il cortocircuito è evidente. Cos’è, se non una clamorosa duplicazione, mantenere lo stesso identico servizio di prelievi in ben tre sedi a pochi chilometri di distanza (Ospedale, Casa di Comunità e Borgo)?

Sappiamo bene che la Casa di Comunità si trova in un posto infelice, ma ormai c’è e dobbiamo batterci per farla funzionare al meglio, senza frammentarla a pezzettini. I soldi impiegati per pagare l’affitto e gestire la struttura “doppione” (Borgo) verranno inevitabilmente sottratti ai fondi per ampliare i veri servizi sul territorio.

A rimetterci, contrariamente a quanto sostiene la Sindaca, saranno proprio i più fragili.

La nostra proposta

I prelievi potrebbero essere tranquillamente concentrati alla Casa di Comunità e all’Ospedale (struttura con ampia disponibilità di parcheggio). Piuttosto che sprecare soldi per una terza sede fissa, perché non creare un’équipe infermieristica itinerante? Questa soluzione potrebbe raggiungere le frazioni in giorni specifici per i prelievi, aggiungendosi al prezioso lavoro che già fa l’assistenza domiciliare per le situazioni più critiche. Questa sarebbe vera prossimità.

“Quando si ha tutto non è facile entrare nello specifico di chi, invece, si trova a disagio anche solo nel chiedere un passaggio.”

Noi cerchiamo di immedesimarci in chi convive ogni giorno con queste difficoltà. Privare le persone di servizi fondamentali per avallare l’ennesimo spreco organizzativo è profondamente ingiusto.

Chiediamo alla Sindaca di riflettere meglio. Pochissimi trarrebbero vantaggio dal mantenimento del Borgo, che costerebbe veramente molto caro.

I responsabili della sanità regionale la seguirebbero in questa ulteriore follia?

Davvero si vuole continuare a penalizzare i più fragili?

Condividi l'articolo

Ultimi articoli